(IX Convegno LA QUALITA’ DELL’INTEGRAZIONE SCOLASTICA E SOCIALE Intervento Di Daniela Lucangeli)
Errare è umano. Il cervello umano non può non sbagliare, non è un ripetitore passivo. Al centro c’è l’IO con le sue emozioni che trasformano. Ma soprattutto la capacità di conoscere a partire dall’errore è una COMPETENZA UMANA. Una competenza che si può e si deve affinare; specialmente laddove l’errore può avere gravi conseguenze. La scuola deve riscoprirsi come SCENARIO dove la pedagogia valorizzi nel suo cammino l’errore come parte integrante del processo di acquisizione.
Se il modello scolastico passato centrava la sua attenzione sui contenuti da trasmettere,addebitando l’errore allo scolaro, alla sua scarsa applicazione, ora la COMUNICAZIONE INTERATTIVA rende il processo di insegnamento-apprendimento come modalità di ricerca di diverse soluzioni di un problema, riportando l’insuccesso ad un fattore di apprendimenti che deve essere attentamente analizzato e delle procedure non corrette. L’aumento delle difficoltà di apprendimento è un dato oggettivo e allarmante: superare le difficoltà di apprendimento è possibile solo se si creano condizioni favorevoli per un intervento che favorisca il CONFRONTO tra soggetti che esercitano competenze in tale ambito (sistema scolastico, famiglie, agenzie formative) e se si attivano situazioni che favoriscano la costruzione di una rete condivisa di servizi finalizzati al benessere scolastico.
L’aspetto fondamentale che spesso i protagonisti dell’insegnamento tengono in poca considerazione riguarda la COMPONENTE EMOTIVO-EMOZIONALE: essa contribuisce solitamente a fornire le ragioni che sottostanno ai comportamenti dei soggetti nei confronti dell’apprendimento. Le emozioni positive che derivano dall’esercizio delle proprie abilità rinforzano la motivazione intrinseca , che si manifesta nei nuovi tentativi di padronanza di abilità. Dunque l’emozione si lega come parte integrante nel processo di apprendimento,come flusso di azioni,
IL FLUSSO DELL’INTELLIGERE:
nell’immettere le conoscenze da FUORI a DENTRO ( apprendimento),
da DENTRO a DENTRO (rielaborazione personale, il cuore della vita, le nostre risorse),
da DENTRO a FUORI (il pensiero).
In questo meccanismo di rielaborazione emotiva, l’ERRORE non diventa un SINTOMO, ma una vera e propria approssimazione alla conoscenza; l’insegnante deve evitare di far stabilizzare questo errore nell’individuo che apprende , non evitando l’apprendimento ma garantendo allo stesso un aiuto, una facilitazione e capire quali sono le strategie per un apprendimento corretto.
E allora come uscire dall’errore?
Prima di tutto Siate alleati dei più piccoli.
Noia e ripetizione passiva danneggiano il potere creativo del cervello.
AIUTO: bisogna studiare come si aiuta valutando l’efficacia del sorriso e l’effetto dell’incoraggiamento
FACILITAZIONE: creare un ambiente di apprendimento
ESPOSIZIONE: mirare al successo formativo